venerdì 23 ottobre 2015
giovedì 22 ottobre 2015
L'AUTOBUS CHE VORREI VERONA 30 OTTOBRE 2015
DIFENDIAMO IL TRASPORTO PUBBLICO
BENE PRIMARIO ED ESSENZIALE
Continua
il percorso del Coordinamento Nazionale Autoferrotranvieri 27 Marzo
Difendiamo il trasporto pubblico ed il diritto alla mobilità
Continua il percorso iniziato
da alcune organizzazioni Sindacali Viareggio il 27 marzo 2015, proseguito con
assemblea a Padova il 30 Maggio 2015 e con il grande successo dei presidi in
tutte le città italiane 29 e 30 Giugno 2015,
Il trasporto Pubblico da Bene
Comune ed Essenziale quale dovrebbe essere, è invece considerato dai governanti
una merce di scambio dove sicurezza ed efficienza sono sovrastati da
sfruttamento e speculazione.
Il Diritto alla Mobilità sta a
cuore in primis a lavoratori e lavoratrici che si assumano l’onere e l’onore di
trasportare i ragazzi nelle scuole, madri e padri di famiglia al lavoro,
persone con necessità di cure ai presidi ospedalieri…
VERONA 30 OTTOBRE 2015 ORE 20:30 PRESSO SALA SAN GIACOMO VIA DELLE
MENGONE (adiacente al policlinico di
Borgo Roma)
Mediatore : Andrea Sellaroli Speaker di Radio
popolare Verona
Cominciamo da subito a prendere consapevolezza di questa situazione e a
organizzarci per far rispettare diritti dei cittadini , salari e posti di
lavoro.
I lavoratori e i Sindacati di Base mobilitati per difendere il TPL,
Invitiamo lavoratori, cittadini, associazioni, comitati e organizzazioni a
partecipare
SLAI COBAS TPL- SLS PADOVA - ADL
COBAS TRASPORTI - COBAS LAVORO PRIVATO - CUB TRASPORTI-
ORSA TPL GENOVA - USB TPL GENOVA - USB TPL LIVORNO - USB GTT TORINO .
CAMBIAMENTI V410
Coordinamento Nazionale
Autoferrotranvieri 27 Marzo 2015
lunedì 12 ottobre 2015
APPELLO PER UN PRESIDIO-MANIFESTAZIONE ALL'AVVIO IL 20 OTTOBRE DEL PROCESSO ILVA DI TARANTO.
APPELLO PER UN PRESIDIO-MANIFESTAZIONE ALL'AVVIO IL 20
OTTOBRE DEL PROCESSO ILVA DI TARANTO.
Il 20 ottobre comincia dopo
una lunghissima e combattuta udienza preliminare il vero e proprio processo
alla famiglia di padron Riva e a tutti i suoi complici che hanno reso
tristemente famosa l'Ilva come 'fabbrica della morte' e Taranto come 'capitale
del popolo inquinato'.
Il processo Ilva mostra
esemplarmente il sistema del capitale ed è la “madre” di tutti i processi di
questo tipo. Gli imputati sono tutte le espressioni del sistema economico,
politico, istituzionale, dai grandi capitalisti ai loro agenti, dai
rappresentanti delle Istituzioni, parlamentali, regionali e locali, ad
esponenti della Digos e delle Forze dell'Ordine, dai dirigenti degli Enti che
dovevano controllare, fino a preti vicino ai vertici della chiesa.
Mancano, ed è una grave lacuna del processo, i vertici e i rappresentanti in
fabbrica dei sindacati confederali. E il quadro del sistema borghese sarebbe
completo.
L'Ilva è al centro oggi
della contraddizione epocale tra gli interessi del capitale e gli interessi
degli operai e delle masse popolari, tra la logica del profitto e la salute, la
vita degli operai e delle masse popolari.
Ma il processo Ilva è oggi
soprattutto espressione dell'azione dei governi, e oggi in particolare del
governo Renzi, che in nome di salvare gli interessi dei padroni e gli interessi
dell'economia nazionale dei padroni legati alla produzione dell'Ilva, non hanno
esitato e non esitano ad agire contro il processo con decreti e azioni ad hoc
che ne vogliono impedire lo svolgimento, mettere al riparo gli imputati e
negare giustizia e risarcimento a operai e masse popolari.
L'Ilva mostra in maniera
esemplare come lo Stato sia sempre e solo al servizio del capitale. La gestione
attuale di Stato e di governo dell'Ilva mostra che l'intervento dello Stato
borghese serve solo per socializzare le perdite e in futuro, nuovamente,
privatizzare i profitti.
Per questo il processo
Ilva è una grande scadenza nazionale.
E' a questa scadenza
nazionale che chiamiamo come operai dell'Ilva, lavoratori del cimitero luogo di
massima concentrazione di inquinamento ai Tamburi, proletari e famiglie dei
quartieri Tamburi e Paolo VI, costituitisi parte civile autorganizzati al
processo con l'appoggio dello Slai cobas per il sindacato di classe e la Rete
nazionale per la sicurezza e la salute sui posti di lavoro e territori, a un
presidio-manifestazione
nazionale al Tribunale, alla fabbrica e al quartiere Tamburi per il 20 ottobre.
Chiamiamo tutte le realtà
collettive ed individuali, impegnate nella lotta anticapitalista e contro le
devastazioni ambientali e territoriali, a mandare l'adesione, a propagandare la
scadenza in tutte le forme e in tutti i luoghi di lavoro, territori, scuole,
università, ecc. e a partecipare con delegazione all'iniziativa.
domenica 11 ottobre 2015
TUTTI CON IL MACCHINISTA SILVIO LORENZONI!
CASSA DI SOLIDARIETA' TRA I FERROVIERI
TUTTI CON IL MACCHINISTA SILVIO LORENZONI!
Silvio, in servizio alla Cargo di La Spezia, si era opposto all’Agente solo alla guida dei treni merci e all’accorpamento di mansioni su un unico lavoratore.
Era stato licenziato per ben due volte nell’Estate del 2014.
Nella Primavera del 2015 il giudice del Tribunale di Genova si è pronunciato in maniera netta a favore del suo reintegro nel proprio posto di lavoro. Le motivazioni della sentenza vertevano principalmente sulla Sicurezza ferroviaria (e sugli obblighi che ne conseguono da parte del datore di lavoro) e sul diritto alla salute dei lavoratori.
Ma Trenitalia ha dato esecuzione alla sentenza solo relativamente agli effetti economici e Silvio non ha mai messo piede nel proprio impianto e non è mai rientrato effettivamente in servizio.
Condanniamo fermamente il comportamento di un’azienda che licenzia in tronco i dipendenti “scomodi” (ricordiamo i casi, tuttora aperti, di Antonini, Bellomonte, Giuliani), mentre annovera ai suoi vertici imputati in un processo come quello per la strage di Viareggio del 29 giugno 2009 e che, quando riconosciuta in torto nelle aule di giustizia, disattende sentenze perché non gradite.
Per rivendicare con forza il reintegro di Silvio Lorenzoni, per dimostrargli la nostra solidarietà, per contrastare la repressione e l'arroganza aziendale, invitiamo i colleghi ad essere presenti
IL PROSSIMO 14 OTTOBRE ALLE ORE 12.30
PRESSO IL TRIBUNALE DEL LAVORO DI GENOVA
dove si dibatterà l'ultima udienza relativa all'opposizione presentata da Trenitalia contro il reintegro di Silvio.
10 ottobre 2015
Il Direttivo della Cassa di Solidarietà tra Ferrovieri
mercoledì 7 ottobre 2015
Fiat di Pomigliano e Nola: IL GRANDE BLUFF DI MARCHIONNE
Fiat di Pomigliano e Nola: IL GRANDE BLUFF DI MARCHIONNE
BOCCIATO DAI LAVORATORI DELL'AUTO STATUNITENSI MARCHIONNE PROSEGUE INDISTURBATO DA 7 ANNI E 7 MESI A POMIGLIANO E NOLA, STABILIMENTI ORMAI IN “CASSA FUORI CONTROLLO” OLTRE A QUELLA GIÀ PROGRAMMATAPARTONO LE CAUSE PILOTA DEI LAVORATORI DI NOLA
DEBOLI LE GIUSTIFICAZIONI PUBBLICHE POSTE IL 30 SETTEMBRE DA FIM-UILM-FISMIC E UGL AI 5.000 LAVORATORI DI POMIGLIANO E NOLA
È del 28 febbraio 2008 la “solenne promessa” di …“piano di recupero e rilancio industriale dello stabilimento di Pomigliano d'Arco per occupare tutti i 5.000 lavoratori in forza” nonché della costituzione del “Centro di logistica avanzata” (poi addirittura definito “di Eccellenza” dalla Fiat).
Intanto, ad oggi, della supposta produzione annua di 250.000 vetture se ne realizza la metà e, ciononostante il mercato ne assorbe ancora meno, e ciò finanche (e nonostante) la forte crisi data dallo scandalo Volkswagen.
Mentre il WCL di Nola è un finto presidio industriale speculativo frutto di un “operazione strumentale” in attesa della costituzione della “ZONA FRANCA APERTA” nell'interporto Campano (distretto CIS-Interporto Vulcano) dove tra l'altro… “non ci sarà bisogno di alcuna dichiarazione doganale per l'ingresso delle merci non comunitarie che potranno inoltre essere stoccate ed immagazzinate in esenzione di dazi ed altri oneri”.
Il finto Polo Logistico di Eccellenza di Nola è emblematico della storia cosiddetta industriale della Fiat Pomigliano dove da oltre un decennio si registra il ciclico e sistemico rincorrersi di piani industriali “tarocchi” impossibili da realizzare (fallimenti Panda e WCL docet).
Intanto stamattina, nella affollata assemblea operaia svoltasi nei locali dello Slai cobas di Pomigliano ed alla presenza degli avvocati Arcangelo Fele e Daniela Sodano della struttura legale del sindacato è partita la raccolta dei mandati degli operai del WCL di Nola per avviare la prima delle “cause pilota” per il risarcimento del danno subito dai lavoratori tenuti a casa in cigs in conseguenza dei piani tarocchi della Fiat. Il ricorso sarà presentato al Tribunale di Nola per la metà di ottobre.
Altre iniziative sono programmate a breve per gli altri lavoratori, anche di Pomigliano.
3 ottobre 2015
Slai cobas FCA Pomigliano
venerdì 28 agosto 2015
APPELLO ALLA LOTTA CONTRO L'ACCORDO VERGOGNA SULLA RAPPRESENTANZA
APPELLO ALLA LOTTA
CONTRO L'ACCORDO VERGOGNA SULLA RAPPRESENTANZA
Sostieni anche tu la campagna!
DIFENDIAMO IL SINDACALISMO CONFLITTUALE E DI LOTTA PER CONTRASTARE LE POLITICHE DI AUSTERITY, RAZZISTE, DI SFRUTTAMENTO E DI REPRESSIONE!
DIFENDIAMO LA LIBERTÀ DI ESPRESSIONE E IL DIRITTO DI SCIOPERO!
Il 10 gennaio 2014 i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, Ugl hanno firmato, insieme con i rappresentanti di Confindustria, un accordo ("Testo unico sulla rappresentanza") che azzera la democrazia sindacale nelle aziende private, estendendo - e peggiorando - il modello Fiat-Pomigliano a tutte le aziende private. Confindustria (poi anche Confcooperative, Lega Coop e Agci), Cgil, Cisl e Uil, Ugl con questo testo hanno deciso di cancellare la democrazia sindacale nei luoghi di lavoro.
Cosa prevede questo accordo?
Soltanto i sindacati che "accettino espressamente, formalmente e integralmente i contenuti del presente accordo" e i conseguenti regolamenti elettorali possono:
a) concorrere senza veti e limitazioni alle rsu/rsa;
b) partecipare (se considerati "rappresentativi" di almeno il 5% dei lavoratori di un settore) alla contrattazione collettiva e aziendale;
c) essere riconosciuti dalle aziende come sindacati rappresentativi ed aver diritto alle trattenute in busta paga.
In cambio di questo, i sindacati firmatari del Testo Unico sulla Rappresentanza devono rinunciare al diritto di indire liberamente lo sciopero e si impegnano a moderare l'ostilità contro le aziende, rinunciando di fatto alla lotta. I sindacati firmatari, infatti, non potranno più organizzare iniziative di sciopero o di contrasto contro un contratto/accordo (aziendale o nazionale) sottoscritto dal 50% + 1 delle rsu/rsa o dai sindacati maggioritari di categoria, salvo incorrere nella soppressione dei diritti sindacali e in sanzioni economiche che possono ricadere anche sui lavoratori. Addirittura, i sindacati firmatari non potranno organizzare proteste o scioperi durante le fasi di trattativa!
E' un ulteriore attacco al diritto di sciopero nel lavoro privato, che si aggiunge alle già pesanti limitazioni nel pubblico impiego, nei trasporti, nella sanità e nei cosiddetti "servizi essenziali", settori dove non è possibile organizzare scioperi prolungati e che oggi subiscono un ulteriore attacco da parte del governo.
Firmare questo accordo significa contribuire alla distruzione del sindacato come strumento di lotta a difesa dei lavoratori e della lavoratrici!
Un grave attacco ai diritti dei lavoratori e delle lavoratrici
Il Testo Unico attacca soprattutto i diritti dei lavoratori e delle lavoratrici, a cui sarà negata la possibilità di scegliere liberamente i propri rappresentanti sindacali nei posti di lavoro e che, soprattutto, rischiano di dover subire in silenzio accordi al ribasso, sia sul piano salariale che dei diritti.
Si tratta di un accordo liberticida che obbliga tutti i sindacati firmatari alla concertazione, cancella la democrazia della rappresentanza e il diritto di dissenso dei lavoratori, priva lavoratori e lavoratrici dei principali strumenti a loro disposizione per respingere gli attacchi dei padroni e del governo: gli scioperi e l'azione sindacale conflittuale.
Troppi sindacati lo hanno firmato!
Purtroppo, dopo una forte iniziale mobilitazione unitaria contro il Testo Unico - che ha coinvolto numerosi sindacati, dalla Fiom ai sindacati di base - e nonostante il successo della campagna contro la firma dell'accordo vergogna, promossa dal Coordinamento No Austerity e sostenuta da varie sigle sindacali e comitati di lotta, persino alcuni sindacati conflittuali hanno deciso di firmare il testo unico.
La Fiom si sta presentando nella maggioranza delle elezioni rsu e rsa sottoscrivendo i contenuti dell'accordo, dopo che la direzione nazionale Fiom ha abbandonato la battaglia contro la firma all'interno della Cgil. Persino le direzioni nazionali di Cobas Lavoro Privato, Snater, Orsa e recentemente di Usb hanno deciso di cedere al ricatto padronale, firmando questo accordo vergognoso.
Noi pensiamo che quanti più sindacati firmano questo accordo vergognoso tanto più si indebolisce la lotta contro il Jobs Act, contro i licenziamenti, contro il razzismo e contro tutte le misure governative di austerity e privatizzazione. I dirigenti sindacali che firmano l'accordo rinunciano di fatto a lottare per respingerlo e aprono la strada a una nuova legge contro il diritto di sciopero, di rappresentanza e di libera espressione: una legge già annunciata dal governo, che, come dimostrano le sempre più frequenti dichiarazioni di ministri e parlamentari, tenterà di cancellare ogni minimale diritto di dissenso.
Rilanciamo la campagna contro l'accordo della vergogna e per la difesa del diritto di sciopero!
Contro lo sfruttamento di padroni e governo i lavoratori devono organizzarsi autonomamente attraverso rappresentanti che siano espressione delle lotte e non con finti delegati, servi dei diktat aziendali, con le mani legate e privi di concreti strumenti di opposizione sindacale.
E' necessario e urgente rilanciare la battaglia contro l'accordo della vergogna sulla rappresentanza, parallelamente alla campagna contro la repressione delle lotte e del dissenso. Difendere il sindacalismo conflittuale e il diritto di sciopero è un primo fondamentale passo per una mobilitazione unitaria e coordinata contro le politiche di austerity imposte dal governo (tra cui il Jobs Act) e contro la privatizzazione di Sanità, Trasporti, Scuola (la cosiddetta "Buona scuola"), che speculano sul costo del lavoro e dismettono i servizi pubblici essenziali.
Mobilitiamoci a difesa dei diritti democratici e delle lotte antifasciste e solidali, contro il razzismo e contro il maschilismo!
Il nostro appello: firmalo anche tu!
I sottoscrittori di questo appello:
1) Chiedono a tutti i lavoratori e alle organizzazioni sindacali di lotta di mobilitarsi per la democrazia della rappresentanza e per il diritto di sciopero, combattendo l'accordo vergogna sulla rappresentanza e tutte le misure antisciopero.
2) Chiedono ai gruppi dirigenti nazionali di Fiom, Cobas Lavoro Privato, Usb, Snater, Orsa, di ritirare la firma al Testo unico sulla rappresentanza in qualsiasi istanza (nazionale, di categoria, aziendale) e agli attivisti sindacali delle organizzazioni sindacali firmatarie di non riconoscere nelle singole realtà aziendali la legittimità di elezioni rsu/rsa conformi all'accordo vergogna.
3) Sostengono e diffondono unitariamente tutte le iniziative, anche interne alle organizzazioni sindacali, contro l'accordo della vergogna, dando la disponibilità a costruire momenti di informazione per i lavoratori nei luoghi di lavoro e nei territori.
4) Rilanciano la battaglia contro il Jobs Act e contro tutte le politiche di austerity, razziste e autoritarie del governo Renzi!
Prime adesioni collettive all'appello:
No Austerity - Coordinamento delle Lotte
Confederazione sindacale USI
Cub Toscana
Cub Piemonte
Coordinamento Operai Cub Pirelli (Bollate)
Alp-Cub (Associazione Lavoratori Pinerolesi aderente alla Cub)
Flmuniti-Cub Ferrari
Cub Sur Modena
Coordinamento provinciale Flmu-Cub Frosinone
Cub Sanità Salerno dell'AOU Ruggi d'Aragona
Flmuniti Cub Parma
Allca-Cub Bolzano
Cub Caltanissetta
Cub Sanità Cremona
Rsu Cub Istituti Ospedalieri di Cremona
Attivisti Cub Vicenza
Slai Cobas Tpl Toscana
Slai Cobas - Coordinamento provinciale di Chieti
Slai Cobas - Coordinamento provinciale Termoli-Campobasso
Rsa Fiom Ferrari
Rsu Fiom OM Carrelli Bari
Il sindacato è un'altra cosa Opposizione Cgil (Cremona)
Rsa Fisac-Cgil Equitalia Nord - Cremona
Rsu Fiom La protec di S.Giovanni in croce
Operai Fiat Irisbus Resistenza Operaia
Si.Cobas Esselunga di Pioltello
Lavoratori delle cooperative in lotta
Usb P.I. Vimodrone
Coordinamento Pugliese Lavoratori in Lotta
Rete Operaia Val Seriana
Precari della scuola in lotta
Coordinamento Migranti di Verona
Operaie Jabil-Nokia di Cassina de' Pecchi
Rete di sostegno attivo Jabil-Nokia-Siemens
Associazione Mariano Ferreyra
Donne in Lotta di No Austerity
Associazione Terra Nuestra (Donne Immigrate)
Manda la tua adesione a questo appello scrivendo a info@coordinamentonoausterity.org
indicando nome, cognome, città, eventuale sindacato o incarico sindacale o organizzazione di appartenenza.
E' particolarmente importante mandare adesioni collettive (sindacali, di lotta, politiche, associazioni, ecc).
PUOI ADERIRE ANCHE CLICCANDO QUI:http://www.coordinamentonoausterity.org/firmaappellonoaccordorappresentanza/
I DIRITTI SINDACALI NON SI SVENDONO!
http://www.coordinamentonoausterity.org/noaccordorappresentanza/vademecum_accordo_vergogna.pdf
mercoledì 12 agosto 2015
UNITI E SOLIDALI PER RIPRENDERCI IL FUTURO CHE CI SPETTA
Coordinamento Nazionale Autoferrotranvieri 27 Marzo 2015
UNITI E SOLIDALI PER RIPRENDERCI IL
FUTURO CHE CI SPETTA
Il Coordinamento Nazionale Autoferrotranvieri 27 Marzo 2015 è un insieme di lavoratori appartenenti a diverse realtà territoriali e sindacali, che si battono contro lo smantellamento del Trasporto Pubblico, perseguendo l’obbiettivo unitario della lotta alle speculazioni e allo sfruttamento del lavoro, allo smantellamento dei servizi, all’inganno delle Privatizzazioni che nuocciono ad addetti ed utenti.
Il Coordinamento si batte per la Sicurezza e la Qualità dei servizi e per tutelare la centralità del trasporto Pubblico in quanto bene pubblico essenziale che garantisce il diritto costituzionale alla mobilità, sono infatti indispensabili maggiori risorse pubbliche da investire nel settore. Il Coordinamento si attiva per difendere i lavoratori colpiti da repressione aziendale e difende i Diritti di Sciopero e di Dissenso, già fortemente limitati dalla legge 146 e dagli attacchi al diritto di rappresentanza e sottoposto oggi a nuovi assalti liberticidi di Governo, padroni e sindacati concertativi.
Il Coordinamento ha organizzato il 29-30 Giugno e 2 Luglio 2015 presidi in tutta
Italia, che hanno visto adesione e partecipazione di tanti lavoratori e cittadini.
ORGANIZZEREMO COME PROSSIME INIZIATIVE:
- Un’Assemblea Pubblica nelle sale del Parlamento, sui danni prodotti
dalle privatizzazioni nel settore dei Trasporti.
- Un Presidio Pubblico a Roma in difesa dei Servizi Pubblici Essenziali:
Trasporti, Scuola, Sanità, con la partecipazione di lavoratori e cittadini.
- Una Convegno sulla Sicurezza del Trasporto e sulla Repressione
Aziendale.
DIFFONDEREMO QUESTO VOLANTINO IN TUTTE LE MAGGIORI CITTÀ ITALIANE
Coordinamento Nazionale Autoferrotranvieri 27 Marzo 2015
Scriveteci: e-mail autoferrotranvieriuniti@gmail.com
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