domenica 19 gennaio 2014

Sogno di una politica onesta




Sogno di una politica onesta


Mai come ora il nostro paese è stato segnato delle disuguaglianze di reddito, di opportunità e di servizi. In questo momento molto difficile ai poveri chi ci pensa? I poveri stanno aumentando paurosamente, tante persone corrono il pericolo di povertà assoluta, di disperazione, di non farcela veramente più. Le cause che ci hanno portato a questa seria situazione, possono essere tante, ma le principali secondo me sono, la cultura dell'individualismo, della competizione senza regole, del profitto ad ogni costo. Quella di fare soldi e ancora soldi. Questo come indice della qualità della vita.
IL FALLIMENTO DEL SISTEMA. La crisi economica e sociale che stiamo attraversando ha portato allo scoperto il fallimento di questo sistema, lo strapotere finanziario che assieme all'individualismo sfrenato e alla carenza di valori sani e forti di uguaglianza e di solidarietà, stanno mettendo in discussione,
                                                         diritti, democrazia, lavoro.
INVERSIONE DI ROTTA. Dobbiamo impegnarci, darci veramente da fare tutti uniti per recuperare quei valori, in modo che le scelte politiche e di governo non vadano nella direzione dei soli tagli ai servizi pubblici, sanità, scuola, istruzione, previdenza, assistenza. Serve invertire velocemente la rotta, altrimenti si corre il rischio di indebolire o distruggere lo stato sociale, ed intaccare la democrazia. Bisogna recuperare appieno i valori di giustizia sociale, di uguaglianza, di solidarietà, di distribuzione equa delle risorse. In questo momento difficile per tante persone, è indispensabile creare un fondo di solidarietà per i più poveri, per chi non ce la fa veramente più. Occorre mettere in atto una politica di crescita economica e sociale, incrementare l'occupazione, creare nuovi posti di lavoro.
I POLITICI NON SONO TUTTI UGUALI. Cari cittadini è arrivato il momento di dare più potere ad una politica buona, onesta, bella, trasparente. Dipende anche da noi farla prevalere, non sono tutti uguali i politici, ce ne sono veramente tanti che si impegnano tutti i giorni con sacrificio, passione e responsabilità.
Dobbiamo far prevalere quella politica capace di fare piccoli e grandi progetti, per l'occupazione, per migliorare i servizi sociali e che hanno a cuore il bene comune. Quella politica con la P maiuscola, quella alta, quella vicina alle persone, ai loro bisogni, quella che sa combattere e trasformare la paura presente in speranza per oggi e per il futuro. Quella politica che parla il linguaggio della comunità, avendo sempre in mente, il bene di tutti e non il privilegio di pochi.
I GIOVANI SIANO PROTAGONISTI. Un invito particolare ai giovani a partecipare. La libertà è partecipazione attiva da protagonisti; serve anche per arricchire la democrazia e a fare della bella politica, quella che sappia risanare il paese economicamente e legalmente tagliando gli sprechi e combattendo ogni forma speculazione, corruzione e di illegalità. C'è bisogno di una politica che premi l'onestà e il merito. Che incentivi chi crea e dà lavoro in regola.
Abbiamo il dovere di portare avanti quella politica che sa investire nella formazione, nella ricerca, che fa di tutto per garantire a tutti i cittadini il diritto alla salute, il diritto all'istruzione, il diritto a una pensione dignitosa, il diritto ad avere un assistenza decente.
RISPETTO PER LA DIGNITÀ DELLA PERSONA. Quella politica che non grida, ma che con responsabilità fa per il bene di tutti, quella che fa di tutto per riempire la nostra società di diritti e di valori veri, che mette sempre al primo posto la dignità della persona e che si impegna per costruire una società più giusta, migliore, con una particolare attenzione ai più poveri, ai più bisognosi. Una società in cui si possa vivere tutti un po' meglio.

SLAI COBAS
via Domenico Pacchi 4 Castelnuovo Garfagnana (LU) 55032tel/fax 0583.1893804
                        e-mail: slaicobasclaplucca@libero.        http://slaicobastoscana.blogspot.it/

                                                                                          

L’IMPORTANZA DEL TRASPORTO PUBBLICO LOCALE

Slai Cobas
Sindacato dei Lavoratori Autorganizzati Intercategoriale
Sede legale: via Masseria Crispi, 4 - 80038 Pomigliano d’Arco (NA) - tel/fax
081.8037023 Sede Nazionale: viale Liguria, 49 - 20143 Milano - tel/fax 02.8392117

L’IMPORTANZA DEL TRASPORTO PUBBLICO LOCALE



L’uso preponderante del mezzo privato, l’enorme crescita della mobilità urbana dovuta soprattutto all’aumento degli spostamenti lavorativi di medio – lungo raggio dalle “periferie” ai centri urbani, rendono indispensabile una riorganizzazione generale della mobilità che verta verso principi di sostenibilità. In questo quadro i livelli attuali di inquinamento (atmosferico, acustico) e di congestione si riflettono inesorabilmente sulla qualità della vita di ciascun cittadino. Un intervento è ormai una necessità. In tale ottica un miglioramento e una crescita del servizio di trasporto pubblico, parallelamente ad una diminuzione nell’uso del trasporto privato, è sicuramente una delle soluzioni più rapide ed efficaci per arginare tali emergenze. Interventi di breve termine, chiusura del centro storico, blocco del traffico, targhe alterne non possono rispondere più alle emergenze che le grandi città italiane dove si trovano a dover affrontare. La libertà di ciascun cittadino di utilizzare l’automobile è divenuto così un ostacolo al benessere collettivo e una “violazione” del diritto alla mobilità. La soluzione non sta però nella limitazione di tale libertà, ma nel rendere coscienti i soggetti dell’utilità e del beneficio che ne può trarre l’intera comunità da una mobilità sostenibile. E’ assolutamente indispensabile uscire dall’ottica di una visione fortemente proprietaria del veicolo, tipica della cultura italiana, per incentivare forme di trasporto sostenibili come il trasporto collettivo o condiviso. Occorre, d’altra parte, entrare nell’ottica che il bene collettivo si riflette direttamente sul bene individuale e che il vantaggio personale a scapito del collettivo, anche se non pienamente visibile, ha comunque ripercussioni anche sul singolo. E’ per questo necessario un cambiamento sotto il profilo comportamentale. Riportare l’entità del problema, avere di fronte una realtà ormai certa ed evidente, ha quindi l’obiettivo di diffondere una cultura del territorio e della mobilità. La prima attraverso il rispetto dell’ambiente, essendo questo una risorsa limitata, la seconda attraverso una responsabilizzazione nei confronti della guida, abbandonando la visione dell’auto come manifestazione della propria forza e potenza nei confronti del territorio. L'uso del trasporto pubblico locale è l’unica alternativa all’inquinamento urbano legato alle emissioni dei mezzi privati e alla congestione del traffico. Unica non perché non ve ne siano altre possibili, all’interno di una città infatti ci si può spostare anche con la bicicletta, a piedi o con servizi a basso impatto ambientale come il car sharing o il car pooling, ma perché unica a sostituire il trasporto privato. Solo il trasporto pubblico può ora rispondere all’enorme domanda di trasporto che le città di oggi richiedono senza dover stravolgere l’assetto e la conformazione delle città. Trasformare una città in nome del trasporto pubblico ha infatti ben altri costi ed esigenze rispetto a quello richiesto da un trasporto in nome della bicicletta. Per non

dimenticare l’esclusione che si andrebbe in questo modo a fare di quelle persone che devono svolgere spostamenti difficilmente realizzabili a piedi o in bicicletta. In questo senso tali modalità di trasporto sono sì fondamentali in nome di una mobilità sostenibile ma devono essere viste a supporto del trasporto pubblico, unica forza motrice per salvaguardare la nostra vita e l’ambiente che ci sta intorno.



 I mezzi pubblici possono rappresentare la risposta più convincente ai problemi di traffico e inquinamento da auto privata.

Oltre 8 spostamenti su 10 avvengono in Italia con un mezzo motorizzato. Inquinamento, incidenti stradali, traffico cittadino fuori controllo, costi sociali ed economici pesantissimi causati da una mobilità incentrata quasi esclusivamente sul trasporto privato con oltre l’83,8% degli spostamenti motorizzati effettuato con l’automobile. È una mobilità malata quella delle città italiane che potrebbe essere curata con dosi rinforzate e massicce di trasporto pubblico, impressionante il volume di risparmio economico, sociale ed ambientale che si potrebbe realizzare se solo si trasferisse anche solo una piccola quota degli spostamenti dall’automobile sui mezzi pubblici.

Il trasporto pubblico locale è una risorsa importante, e non un problema di cui liberarsi rapidamente.

SLAI COBAS
via Domenico Pacchi 4 Castelnuovo Garfagnana (LU) 55032tel/fax 0583.1893804
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sabato 4 gennaio 2014

I lavoratori non sono merce di scambio No all CTT nio alla Privatizzazione


ACCORDO SULLA RAPPRESENTANZA SINDACALE: VOGLIAMO UNA LEGGE A GARANZIA DEI DIRITTI DI MILIONI DI LAVORATRICI E LAVORATORI




                                                                                          





                                                                 

giovedì 26 dicembre 2013

CCNL autoferrotranvieri: un'immonda vergogna!

                      



Slai Cobas
Sindacato dei Lavoratori Autorganizzati Intercategoriale
Sede legale: via Masseria Crispi, 4 - 80038 Pomigliano d’Arco (NA) - tel/fax
081.8037023 Sede Nazionale: viale Liguria, 49 - 20143 Milano - tel/fax 02.8392117

 
CCNL autoferrotranvieri: un'immonda vergogna!


Sta arrivando! Dopo 5 anni e mezzo di fingimenti e continui raggiri di Cgil, Cisl, Uil, Faisa, Ugl, ecc. ai danni dei lavoratori, sta arrivando a conclusione la tragi-commedia del rinnovo del ccnl autoferrotranvieri. Se c’è una sintesi estrema che si può additare a questa farsa è: uno schifo che peggio non si può! Pensate, lavoratori! Anni e anni di meningi spremute e cortecce cerebrali attivate all’inverosimile da parte di questi sindacalai parassiti, per far cosa? per condannare definitivamente i lavoratori alla sindrome dell’eterna sconfitta. Si sono superati raschiando il fondo…degli autobus, molti dei quali peraltro ridotti in avanzato stato di rottamazione. C’è una nota positiva in questo rinnovo contrattuale, ma è riservato manco a farlo apposta ai “signori” al comando del trasporto pubblico locale che continuano a salvaguardare, anzi incrementano ancora di più, i loro sporchi profitti.
Non ci potrà mai essere una risalita da parte dei lavoratori, senza una chiara delegittimazione di questi sindacati basata su disdette di massa, e un altrettanto convinto appoggio a sindacati di vera opposizione come il Slai Cobas. C’è un primo round di schiaffoni e calci in c…o ai lavoratori in questo contratto. Il secondo round è previsto per i primi di maggio e sarà peggio del primo.A fronte di un anticipo di una tantum sugli anni pregressi di 700(settecento!) euro in due tranche(maggio-ottobre), questa sarà la prima sfornata di trappoloni:1) Risarcimento danni in caso di colpa del lavoratore fino ad una franchigia di 4000 euro. Manovra questa che potrebbe incanalare i lavoratori ad assicurarsi con compagnie assicurative possibilmente vicine politicamente alle medesime organizzazioni sindacali che . La domanda sorge spontanea: siamo dipendenti o cominciamo ad essere imprenditori senza portafoglio? 2) Una sforbiciata sui permessi ex legge 104/92 che andranno ad essere, sempre garantiti, ma concessi secondo le esigenze aziendali(!).3) Legittimazione dei dispositivi di “sicurezza” impiantati sui mezzi o nei depositi che, a loro modo di vedere, tuteli il patrimonio aziendale. Noi continuiamo a sostenere che tali dispositivi vengono utilizzati anche per altri scopi più subdoli.4) Infine con il contrasto all’evasione tariffaria, gli autisti “polizziotto” che guidano e controllano i biglietti alla salita degli utenti dalla prima portiera, verranno introdotti anche nelle aziende dove ancora non esistono.5) Sui chi dovrà sopportare i costi del rinnovo cqc dicono invece che si tratterà più avanti, ma sappiamo già tutti dove si andrà a parare, ammesso che non hanno già deciso.Dal 2 maggio continueranno a trattare un’ulteriore sarabanda di carichi da 90!- Si tratterà sull’orario di lavoro da saturare ai massimi livelli.- Tratteranno sull’introduzione del lavoro a chiamata, cioè tipologie contrattuali ancora più precarie, giusto per dividere ancora di più la categoria.- Si tratterà su un certo quantitativo di ore a straordinario obbligatorio.- Si tratterà sull’allungamento da 17 a 26 settimane(6 mesi) il periodo per il calcolo della media oraria. - Tratteranno, ovvero peggioreranno, l’istituto dell’indennità di malattia.- Tratteranno tanto altro ancora tenendo bene in mente quanto richiesto loro da Asstra e Anav, cioè le aziende.Lavoratori! Si può stare ancora alla finestra a guardare?Ora che con la nuova legge sulle rappresentanze sindacali unitarie verranno fatti fuori i sindacati che non si allineano ai diktat padronali(di fatto non sarà più possibile scioperare), non vi pare che vogliono arrivare ad un unico obbiettivo? lavorare e accettare tutto senza più ribellarsi!La risposta non può che essere una:

ORGANIZZIAMOCI, ORGANIZZIAMOCI, ORGANIZZIAMOCI.



                                                                        SLAI COBAS           

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                        e-mail: slaicobasclaplucca@libero.  http://slaicobasclaplucca.blogspot.com/        
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domenica 22 dicembre 2013

UNITI SIAMO PIU' FORTI, UNITI VINCIAMO



Slai Cobas
Sindacato dei Lavoratori Autorganizzati Intercategoriale
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081.8037023 Sede Nazionale: viale Liguria, 49 - 20143 Milano - tel/fax 02.8392117

UNITI SIAMO PIU' FORTI,  UNITI VINCIAMO

Non se l’aspettavano. Governo, Comuni, Regioni, stati maggiori delle aziende del Trasporto Pubblico Locale (TPL), padroni e dirigenze aziendali di ogni settore credevano di averci addomesticati tutti. E non se l’aspettavano nemmeno i sindacati ufficiali, che da tempo immemore esercitano il mestiere di farci ingoiare i rospi che le aziende gli comandano. Non se lo aspettavano che gli autoferrotranvieri di Genova dessero vita a 5 giorni di sciopero a oltranza e di cortei Oggetto di tutta la vicenda: la privatizzazione dell’azienda di trasporto pubblico (AMT, ora controllata da capitali pubblici), come succede in tutte le aziende del TPL in Italia.

Cosa che comporta: cancellazione degli accordi integrativi, con la rapina di centinaia di euro in busta paga; assalto alle condizioni di lavoro;riduzione delle linee e delle corse; tagli all’occupazione; peggioramento del servizio rivolto ai cittadini. Tutti hanno sfidato la legge n. 146 del 1990, una vergogna legislativa che rende lo sciopero un’arma spuntata: una legge che criminalizza i lavoratori quando intendono usare lo sciopero non come un episodio simbolico, ma per affermare davvero i loro diritti. La cittadinanza di Genova ha capito la portata e il significato degli scioperi, solidarizzando fino in fondo con gli autoferrotranvieri e non lasciandoli soli di fronte alla rappresaglia spietata delle multe. Nel frattempo, hanno inviato decine di migliaia di messaggi di solidarietà agli autoferrotranvieri genovesi i lavoratori di molte parti d’Italia, in particolare appartenenti al TPL, mentre una delegazione degli autoferrotranvieri romani ha raggiunto Genova, col proposito di aprire la lotta anche a Roma.

La lotta di Genova (lo spirito con cui lì si è deciso di non subire i miserabili progetti aziendali e di reagire a muso duro) invia un messaggio e non solo nel TPL, ma anche in tutti i servizi pubblici e negli stessi luoghi di lavoro del settore privato. Questo è vero anche dopo l’accordo siglato dai soliti sindacati, che blocca, sì, la privatizzazione, ma prevede la concessione in appalto delle linee collinari e una riduzione dei costi di gestione tramite una ristrutturazione del servizio, le cui modalità dovranno essere oggetto di trattative successive. Questo ha provocato critiche pesanti da parte di molti lavoratori che sono intervenuti in assemblea per respingere l’accordo e per chiedere che si votasse su scheda segreta, anziché per alzata di mano.

Ma non ci sono dubbi che questa vicenda pone all’ordine del giorno, per il mondo del lavoro sotto padrone, la necessità della lotta dura, se si vuole davvero che siano rispettati bisogni e diritti Lotta dura, ed estesa nazionalmente, consapevoli che la privatizzazione (con tutte le conseguenze nefaste sul piano della condizione lavorativa, dei livelli salariali, dei diritti, della qualità dei servizi pubblici) riguarda una quota enorme del lavoro subordinato.

NON È MAI TROPPO TARDI PER REAGIRE E DIFENDERE SALARI E POSTI DI LAVORO.

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