domenica 11 ottobre 2015

TUTTI CON IL MACCHINISTA SILVIO LORENZONI!

CASSA DI SOLIDARIETA' TRA I FERROVIERI


TUTTI CON IL MACCHINISTA SILVIO LORENZONI!

Silvio, in servizio alla Cargo di La Spezia, si era opposto all’Agente solo alla guida dei treni merci e all’accorpamento di mansioni su un unico lavoratore.
Era stato licenziato per ben due volte nell’Estate del 2014.
Nella Primavera del 2015 il giudice del Tribunale di Genova si è pronunciato in maniera netta a favore del suo reintegro nel proprio posto di lavoro. Le motivazioni della sentenza vertevano principalmente sulla Sicurezza ferroviaria (e sugli obblighi che ne conseguono da parte del datore di lavoro) e sul diritto alla salute dei lavoratori.
Ma Trenitalia ha dato esecuzione alla sentenza solo relativamente agli effetti economici e Silvio non ha mai messo piede nel proprio impianto e non è mai rientrato effettivamente in servizio.
Condanniamo fermamente il comportamento di un’azienda che licenzia in tronco i dipendenti “scomodi” (ricordiamo i casi, tuttora aperti, di Antonini, Bellomonte, Giuliani), mentre annovera ai suoi vertici imputati  in un processo come quello per la strage di Viareggio del 29 giugno 2009 e che, quando riconosciuta in torto nelle aule di giustizia, disattende sentenze perché non gradite.

Per rivendicare con forza il reintegro di Silvio Lorenzoni, per dimostrargli la nostra solidarietà, per contrastare la repressione e l'arroganza aziendale, invitiamo i colleghi ad essere presenti

IL PROSSIMO 14 OTTOBRE ALLE ORE 12.30
PRESSO IL TRIBUNALE DEL LAVORO DI GENOVA

dove si dibatterà l'ultima udienza relativa all'opposizione presentata da Trenitalia contro il reintegro di Silvio.


10 ottobre 2015

Il Direttivo della Cassa di Solidarietà tra Ferrovieri

mercoledì 7 ottobre 2015

Fiat di Pomigliano e Nola: IL GRANDE BLUFF DI MARCHIONNE



Fiat di Pomigliano e Nola: IL GRANDE BLUFF DI MARCHIONNE







BOCCIATO DAI LAVORATORI DELL'AUTO STATUNITENSI MARCHIONNE PROSEGUE INDISTURBATO DA 7 ANNI E 7 MESI A POMIGLIANO E NOLA, STABILIMENTI ORMAI IN “CASSA FUORI CONTROLLO” OLTRE A QUELLA GIÀ PROGRAMMATA

PARTONO LE CAUSE PILOTA DEI LAVORATORI DI NOLA

DEBOLI LE GIUSTIFICAZIONI PUBBLICHE POSTE IL 30 SETTEMBRE DA FIM-UILM-FISMIC E UGL AI 5.000 LAVORATORI DI POMIGLIANO E NOLA






È del 28 febbraio 2008 la “solenne promessa” di …piano di recupero e rilancio industriale dello stabilimento di Pomigliano d'Arco per occupare tutti i 5.000 lavoratori in forza nonché della costituzione del Centro di logistica avanzata (poi addirittura definito “di Eccellenza” dalla Fiat).

Intanto, ad oggi, della supposta produzione annua di 250.000 vetture se ne realizza la metà e, ciononostante il mercato ne assorbe ancora meno, e ciò finanche (e nonostante) la forte crisi data dallo scandalo Volkswagen.

Mentre il WCL di Nola è un finto presidio industriale speculativo frutto di un operazione strumentale” in attesa della costituzione della “ZONA FRANCA APERTA” nell'interporto Campano (distretto CIS-Interporto Vulcano) dove tra l'altro… non ci sarà bisogno di alcuna dichiarazione doganale per l'ingresso delle merci non comunitarie che potranno inoltre essere stoccate ed immagazzinate in esenzione di dazi ed altri oneri.

Il finto Polo Logistico di Eccellenza di Nola è emblematico della storia cosiddetta industriale della Fiat Pomigliano dove da oltre un decennio si registra il ciclico e sistemico rincorrersi di piani industriali “tarocchi” impossibili da realizzare (fallimenti Panda e WCL docet).

Intanto stamattina, nella affollata assemblea operaia svoltasi nei locali dello Slai cobas di Pomigliano ed alla presenza degli avvocati Arcangelo Fele e Daniela Sodano della struttura legale del sindacato è partita la raccolta dei mandati degli operai del WCL di Nola per avviare la prima delle “cause pilota” per il risarcimento del danno subito dai lavoratori tenuti a casa in cigs in conseguenza dei piani tarocchi della Fiat. Il ricorso sarà presentato al Tribunale di Nola per la metà di ottobre.

Altre iniziative sono programmate a breve per gli altri lavoratori, anche di Pomigliano.

3 ottobre 2015

Slai cobas FCA Pomigliano

venerdì 28 agosto 2015

APPELLO ALLA LOTTA CONTRO L'ACCORDO VERGOGNA SULLA RAPPRESENTANZA


APPELLO ALLA LOTTA
CONTRO L'ACCORDO VERGOGNA SULLA RAPPRESENTANZA

Sostieni anche tu la campagna!

DIFENDIAMO IL SINDACALISMO CONFLITTUALE E DI LOTTA PER CONTRASTARE LE POLITICHE DI AUSTERITY, RAZZISTE, DI SFRUTTAMENTO E DI REPRESSIONE!

DIFENDIAMO LA LIBERTÀ DI ESPRESSIONE E IL DIRITTO DI SCIOPERO!


Il 10 gennaio 2014 i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, Ugl hanno firmato, insieme con i rappresentanti di Confindustria, un accordo ("Testo unico sulla rappresentanza") che azzera la democrazia sindacale nelle aziende private, estendendo - e peggiorando - il modello Fiat-Pomigliano a tutte le aziende private. Confindustria (poi anche Confcooperative, Lega Coop e Agci), Cgil, Cisl e Uil, Ugl con questo testo hanno deciso di cancellare la democrazia sindacale nei luoghi di lavoro.

Cosa prevede questo accordo?

Soltanto i sindacati che "accettino espressamente, formalmente e integralmente i contenuti del presente accordo" e i conseguenti regolamenti elettorali possono:
a) concorrere senza veti e limitazioni alle rsu/rsa;
b) partecipare (se considerati "rappresentativi" di almeno il 5% dei lavoratori di un settore) alla contrattazione collettiva e aziendale;
c) essere riconosciuti dalle aziende come sindacati rappresentativi ed aver diritto alle trattenute in busta paga.
In cambio di questo, i sindacati firmatari del Testo Unico sulla Rappresentanza devono rinunciare al diritto di indire liberamente lo sciopero e si impegnano a moderare l'ostilità contro le aziende, rinunciando di fatto alla lotta. I sindacati firmatari, infatti, non potranno più organizzare iniziative di sciopero o di contrasto contro un contratto/accordo (aziendale o nazionale) sottoscritto dal 50% + 1 delle rsu/rsa o dai sindacati maggioritari di categoria, salvo incorrere nella soppressione dei diritti sindacali e in sanzioni economiche che possono ricadere anche sui lavoratori. Addirittura, i sindacati firmatari non potranno organizzare proteste o scioperi durante le fasi di trattativa!
E' un ulteriore attacco al diritto di sciopero nel lavoro privato, che si aggiunge alle già pesanti limitazioni nel pubblico impiego, nei trasporti, nella sanità e nei cosiddetti "servizi essenziali", settori dove non è possibile organizzare scioperi prolungati e che oggi subiscono un ulteriore attacco da parte del governo.
Firmare questo accordo significa contribuire alla distruzione del sindacato come strumento di lotta a difesa dei lavoratori e della lavoratrici!

Un grave attacco ai diritti dei lavoratori e delle lavoratrici

Il Testo Unico attacca soprattutto i diritti dei lavoratori e delle lavoratrici, a cui sarà negata la possibilità di scegliere liberamente i propri rappresentanti sindacali nei posti di lavoro e che, soprattutto, rischiano di dover subire in silenzio accordi al ribasso, sia sul piano salariale che dei diritti.
Si tratta di un accordo liberticida che obbliga tutti i sindacati firmatari alla concertazione, cancella la democrazia della rappresentanza e il diritto di dissenso dei lavoratori, priva lavoratori e lavoratrici dei principali strumenti a loro disposizione per respingere gli attacchi dei padroni e del governo: gli scioperi e l'azione sindacale conflittuale.

Troppi sindacati lo hanno firmato!

Purtroppo, dopo una forte iniziale mobilitazione unitaria contro il Testo Unico - che ha coinvolto numerosi sindacati, dalla Fiom ai sindacati di base - e nonostante il successo della campagna contro la firma dell'accordo vergogna, promossa dal Coordinamento No Austerity e sostenuta da varie sigle sindacali e comitati di lotta, persino alcuni sindacati conflittuali hanno deciso di firmare il testo unico.
La Fiom si sta presentando nella maggioranza delle elezioni rsu e rsa sottoscrivendo i contenuti dell'accordo, dopo che la direzione nazionale Fiom ha abbandonato la battaglia contro la firma all'interno della Cgil. Persino le direzioni nazionali di Cobas Lavoro Privato, Snater, Orsa e recentemente di Usb hanno deciso di cedere al ricatto padronale, firmando questo accordo vergognoso.
Noi pensiamo che quanti più sindacati firmano questo accordo vergognoso tanto più si indebolisce la lotta contro il Jobs Act, contro i licenziamenti, contro il razzismo e contro tutte le misure governative di austerity e privatizzazione. I dirigenti sindacali che firmano l'accordo rinunciano di fatto a lottare per respingerlo e aprono la strada a una nuova legge contro il diritto di sciopero, di rappresentanza e di libera espressione: una legge già annunciata dal governo, che, come dimostrano le sempre più frequenti dichiarazioni di ministri e parlamentari, tenterà di cancellare ogni minimale diritto di dissenso.

Rilanciamo la campagna contro l'accordo della vergogna e per la difesa del diritto di sciopero!

Contro lo sfruttamento di padroni e governo i lavoratori devono organizzarsi autonomamente attraverso rappresentanti che siano espressione delle lotte e non con finti delegati, servi dei diktat aziendali, con le mani legate e privi di concreti strumenti di opposizione sindacale.
E' necessario e urgente rilanciare la battaglia contro l'accordo della vergogna sulla rappresentanza, parallelamente alla campagna contro la repressione delle lotte e del dissenso. Difendere il sindacalismo conflittuale e il diritto di sciopero è un primo fondamentale passo per una mobilitazione unitaria e coordinata contro le politiche di austerity imposte dal governo (tra cui il Jobs Act) e contro la privatizzazione di Sanità, Trasporti, Scuola (la cosiddetta "Buona scuola"), che speculano sul costo del lavoro e dismettono i servizi pubblici essenziali.
Mobilitiamoci a difesa dei diritti democratici e delle lotte antifasciste e solidali, contro il razzismo e contro il maschilismo!

Il nostro appello: firmalo anche tu!

I sottoscrittori di questo appello:
1) Chiedono a tutti i lavoratori e alle organizzazioni sindacali di lotta di mobilitarsi per la democrazia della rappresentanza e per il diritto di sciopero, combattendo l'accordo vergogna sulla rappresentanza e tutte le misure antisciopero.
2) Chiedono ai gruppi dirigenti nazionali di Fiom, Cobas Lavoro Privato, Usb, Snater, Orsa, di ritirare la firma al Testo unico sulla rappresentanza in qualsiasi istanza (nazionale, di categoria, aziendale) e agli attivisti sindacali delle organizzazioni sindacali firmatarie di non riconoscere nelle singole realtà aziendali la legittimità di elezioni rsu/rsa conformi all'accordo vergogna.
3) Sostengono e diffondono unitariamente tutte le iniziative, anche interne alle organizzazioni sindacali, contro l'accordo della vergogna, dando la disponibilità a costruire momenti di informazione per i lavoratori nei luoghi di lavoro e nei territori.
4) Rilanciano la battaglia contro il Jobs Act e contro tutte le politiche di austerity, razziste e autoritarie del governo Renzi!

Prime adesioni collettive all'appello:

No Austerity - Coordinamento delle Lotte
Confederazione sindacale USI
Cub Toscana
Cub Piemonte
Coordinamento Operai Cub Pirelli (Bollate)
Alp-Cub (Associazione Lavoratori Pinerolesi aderente alla Cub)
Flmuniti-Cub Ferrari
Cub Sur Modena
Coordinamento provinciale Flmu-Cub Frosinone
Cub Sanità Salerno dell'AOU Ruggi d'Aragona
Flmuniti Cub Parma
Allca-Cub Bolzano
Cub Caltanissetta
Cub Sanità Cremona
Rsu Cub Istituti Ospedalieri di Cremona
Attivisti Cub Vicenza
Slai Cobas Tpl Toscana
Slai Cobas - Coordinamento provinciale di Chieti
Slai Cobas - Coordinamento provinciale Termoli-Campobasso
Rsa Fiom Ferrari
Rsu Fiom OM Carrelli Bari
Il sindacato è un'altra cosa Opposizione Cgil (Cremona)
Rsa Fisac-Cgil Equitalia Nord - Cremona
Rsu Fiom La protec di S.Giovanni in croce
Operai Fiat Irisbus Resistenza Operaia
Si.Cobas Esselunga di Pioltello
Lavoratori delle cooperative in lotta
Usb P.I. Vimodrone
Coordinamento Pugliese Lavoratori in Lotta
Rete Operaia Val Seriana
Precari della scuola in lotta
Coordinamento Migranti di Verona
Operaie Jabil-Nokia di Cassina de' Pecchi
Rete di sostegno attivo Jabil-Nokia-Siemens
Associazione Mariano Ferreyra
Donne in Lotta di No Austerity
Associazione Terra Nuestra (Donne Immigrate)

Manda la tua adesione a questo appello scrivendo a info@coordinamentonoausterity.org
 indicando nome, cognome, città, eventuale sindacato o incarico sindacale o organizzazione di appartenenza.
E' particolarmente importante mandare adesioni collettive (sindacali, di lotta, politiche, associazioni, ecc).


I DIRITTI SINDACALI NON SI SVENDONO!

Segui lo sviluppo della campagna: www.coordinamentonoausterity.org 


http://www.coordinamentonoausterity.org/noaccordorappresentanza/vademecum_accordo_vergogna.pdf


mercoledì 12 agosto 2015

UNITI E SOLIDALI PER RIPRENDERCI IL FUTURO CHE CI SPETTA



Coordinamento Nazionale Autoferrotranvieri 27 Marzo 2015

UNITI E SOLIDALI PER RIPRENDERCI IL
FUTURO CHE CI SPETTA



Il Coordinamento Nazionale Autoferrotranvieri 27 Marzo 2015 è un insieme di lavoratori appartenenti a diverse realtà territoriali e sindacali, che si battono contro lo smantellamento del Trasporto Pubblico, perseguendo l’obbiettivo unitario della lotta alle speculazioni e allo sfruttamento del lavoro, allo smantellamento dei servizi, all’inganno delle Privatizzazioni che nuocciono ad addetti ed utenti.

Il Coordinamento si batte per la Sicurezza e la Qualità dei servizi e per tutelare la centralità del trasporto Pubblico in quanto bene pubblico essenziale che garantisce il diritto costituzionale alla mobilità, sono infatti indispensabili maggiori risorse pubbliche da investire nel settore. Il Coordinamento si attiva per difendere i lavoratori colpiti da repressione aziendale e difende i Diritti di Sciopero e di Dissenso, già fortemente limitati dalla legge 146 e dagli attacchi al diritto di rappresentanza e sottoposto oggi a nuovi assalti liberticidi di Governo, padroni e sindacati concertativi.

Il Coordinamento ha organizzato il 29-30 Giugno e 2 Luglio 2015 presidi in tutta
Italia, che hanno visto adesione e partecipazione di tanti lavoratori e cittadini.

 ORGANIZZEREMO COME PROSSIME INIZIATIVE:

- Un’Assemblea Pubblica nelle sale del Parlamento, sui danni prodotti
dalle privatizzazioni nel settore dei Trasporti.

- Un Presidio Pubblico a Roma in difesa dei Servizi Pubblici Essenziali:
Trasporti, Scuola, Sanità, con la partecipazione di lavoratori e cittadini.

- Una Convegno sulla Sicurezza del Trasporto e sulla Repressione
Aziendale.

DIFFONDEREMO QUESTO VOLANTINO IN TUTTE LE MAGGIORI CITTÀ ITALIANE
Coordinamento Nazionale Autoferrotranvieri 27 Marzo 2015



Scriveteci: e-mail autoferrotranvieriuniti@gmail.com

sabato 1 agosto 2015

Coordinamento Nazionale Autoferrotranvieri 27 marzo 2015 APPELLO PER CHRISTIAN



Coordinamento Nazionale Autoferrotranvieri 27 marzo 2015




APPELLO PER CHRISTIAN

Chiediamo il ritiro immediato e incondizionato del gravissimo provvedimento disciplinare ai danni di Christian Rosso e la presa di responsabilità delle istituzioni rispetto alle gravi inefficienze organizzative e strutturali di ATAC
Il 29 Luglio 2015 Christian Rosso, autista che aveva denunciato in un video le insufficienze organizzative di Atac e le inefficienze tecniche dei mezzi utilizzati per il servizio, è stato sospeso da Atac a tempo indeterminato; un atto vigliacco e vergognoso che dimostra come in questo paese si scelga la via della repressione di ogni legittimo dissenso di lavoratori e cittadini, anziché quella della efficienza dei servizi e dell’interesse della collettività.

Il provvedimento che colpisce Christian Rosso segue una lunga serie di azioni sanzionatorie che in questi anni hanno raggiunto molti lavoratori in prima linea nelle battaglie per la sicurezza del lavoro e dei servizi, ne sono esempio i recenti casi che hanno colpito altri autisti di Atac e di Ctt Livorno\Cecina, oltre a numerosi ferrovieri licenziati da FS, come Riccardo Antonini e Sandro Giuliani.

Tali atti di repressione aziendale sono di fatto possibili perché i sindacati firmatari di Contratti Collettivi hanno concordato con le aziende l’esistenza di clausole che agevolano le azioni punitive, impedendo ai lavoratori di esprimersi liberamente nel difendere i propri diritti e quelli dei cittadini; infatti assistiamo ancora una volta ad un silenzio vergognoso delle organizzazioni sindacali maggioritarie, complici di tali atti sconsiderati.

Anche le istituzioni si dimostrano inadeguate ed inidonee, infatti il sindaco Marino scarica ogni suo interesse sulla questione, anteponendo la difesa di manager aziendali senza scrupoli alle legittime aspettative di lavoratori e utenti; anche il neo assessore ai trasporti Stefano Esposito pur intervenendo contro la durezza del provvedimento, sceglie di ignorare le grave situazione organizzativa e strutturale emersa in Atac e le responsabilità di chi ha il compito di gestirla.

Del resto sappiamo bene che le situazioni denunciate da Christian sono il frutto di una politica di amministrazione del servizio di Trasporto Pubblico Locale al massimo ribasso economico e di sfruttamento del costo del lavoro, in linea a quanto impostato dal Governo Renzi e avvallato dai sindacati concertativi; un percorso inquadrato nei processi di privatizzazione e speculazione che stanno distruggendo il servizio di trasporto pubblico e che questo coordinamento sta fronteggiando unitariamente.

Chiediamo pertanto il ritiro immediato e incondizionato del gravissimo provvedimento disciplinare ai danni di Christian e la presa di responsabilità delle istituzioni rispetto alle gravi inefficienze organizzative e strutturali di ATAC, questo Coordinamento di Lavoratori sosterrà attivamente le lotte e le iniziative necessarie ad ottenere giustizia per Christian e per tutti gli altri lavoratori colpiti.
Chiediamo a lavoratori e cittadini e alle realtà sindacali di lotta di sostenere questo appello dandogli massima diffusione e inviando propria adesione  



aautoferrotranvieriuniti@gmail.com

Coordinamento Nazionale Autoferrotranvieri 27 marzo 2015

Prime Adesioni Appello:
Cambia-Menti M410, Cub Trasporti, Cobas Lavoro Privato, Slai Cobas, SLS Padova, ADL Cobas Padova, Orsa TPL Genova, USB Tpl Genova, USB Tpl Livorno, USB Gtt Torino
-- 

domenica 21 giugno 2015

COORDINAMENTO NAZIONALE AUTOFERROTRANVIERI 27 MARZO NON CI FERMEREMO MAI "TOCCA UNO, TOCCA TUTTI"

PPRESIDI COORDINAMENTO NAZIONALE AUTOFERROTRANVIERI VIAREGGIO 27 MARZO 

Il 1 giugno 2015 un autobus, già segnalato per problemi tecnici, che effettuava servizio navetta all'interno dell'ospedale Cisanello di Pisa, si ribalta; nell’ incidente si feriscono 9 passeggeri e l’autista, rimasto intrappolato al posto di guida, muore. Questa tragedia urla vergogna e chiede giustizia! Da anni gli autisti chiedono più manutenzione dei mezzi e invece in cambio hanno ricevuto aumenti vertiginosi dei carichi lavorativi e persino diminuzioni di stipendio. I lavoratori del Trasporto Pubblico Locale hanno un CCNL scaduto da otto anni e intanto hanno subito cancellazioni di diritti base, nel contempo le aspettative degli utenti sono state bistrattate a suon di tagli ai servizi e aumenti del costo dei biglietti. Ciò è il frutto delle dinamiche di privatizzazione volute da governi e enti locali e dal clima di precarietà del lavoro e dei diritti, compresa la sicurezza, di questo paese. Tutto questo con la complicità delle sigle sindacali concertative, che hanno siglato spesso accordi e perdere ed avvallato processi di privatizzazione che danneggiano lavoratori e cittadini. Noi vogliamo un servizio pubblico che risponda alle richieste dei cittadini Un servizio che garantisca collegamenti fra le città garantisca la sicurezza che non si ripetano tragedie come quella di Viareggio e del collega rimasto ucciso sotto il pullman che guidava Non solo i lavoratori del trasporto pubblico rischiano ogni giorno la propria salute per inefficienza dei mezzi ma sono tra i più esposti ai pericoli di un sistema sociale ormai incivile ed indegno, pagando lo scotto di una situazione di violenza non più tollerabile.
Le istituzioni devono farsi carico del rispetto dei diritti primari di lavoratori e cittadini a partire da quello alla salute, non solo devono garantire il rispetto delle regole da parte di tutti ma sopratutto hanno il compito di risolvere le situazioni di disagio e degrado sociale, garantendo anche libertà e sicurezza di movimento.
Questo Coordinamento sostiene gli scioperi che tranvieri e ferrovieri stanno facendo a difesa della sicurezza, INOLTRE invita alla massima partecipazione ai presidi che organizzeremo il 29 e 30 giugno in tutta Italia per la difesa, il rilancio e la sicurezza del Trasporto Pubblico Locale, diritto primario ed essenziale.
 
                                                                     TRASPORTI
migliorare l'efficienza e la qualità  del trasporto delle merci e delle persone I trasporti rivestono un ruolo centrale per lo sviluppo economico e sociale di ogni Paese. Un sistema di trasporto efficiente consente di creare nuovi mercati e di potenziare quelli esistenti; costituisce, pertanto, una leva essenziale per favorire e sostenere una crescita economica forte, creatrice d’occupazione e di ricchezza. In un periodo come questo, in cui è fondamentale per qualsiasi sistema produttivo riuscire a vincere la sfida del mercato competitivo “globale”, un sistema poco efficiente, o inefficiente, riduce le possibilità di raggiungere nuovi mercati, allontana l’orizzonte degli scambi, comprime la capacità produttiva, limita le potenzialità di crescita economica e sociale. Le società, infatti, stanno diventando sempre più “strutturalmente” dipendenti dai propri sistemi di trasporto (approvvigionamenti, partecipazione agli scambi, pendolarismo, ecc.) e, contemporaneamente, in tutte le nazioni economicamente avanzate si è assistito, negli ultimi decenni, ad un notevole incremento della domanda di mobilità sia di persone che di merci.
                                      BASTA ALLA CON LA LOGICA DEL PROFITTO E DEI TAGLI

Si persegue da diversi anni un continuo riferimento al mercato, quella ricerca sfrenata del profitto in ogni ambito, danneggiando in tal modo il welfare, ossia i servizi essenziali per i cittadini; la sanità, l'istruzione ed i trasporti sono sempre più penalizzati. La politica in questi anni si è sempre più distaccata dai reali bisogni dei cittadini portando avanti una logica di solo profitto esternalizzando i servizi ai privati come se questa fosse la soluzione alla crisi economica, in realtà vediamo come affidamento dei servizi pubblici ai privati, abbia innalzato i costi e favorito la corruzione.
                    RIPROGRAMMAZIONE DEI SERVIZI DEL TRASPORTO PUBBLICO LOCALE

La necessità di riprogrammare i servizi minimi prendere atto dell’attuale grave situazione del paese, in termini di sviluppo e condizioni economiche delle famiglie, persegue la finalità dell’ottimizzazione delle risorse impiegate nel Trasporto Pubblico Locale. Di fatto, circoscrivendo l’osservazione al sistema di trasporto, balzano evidenti all’occhio tutte le inefficienze, le anomalie, le sovrapposizioni che si ripercuotono sotto forma di cattivo servizio all’utenza e di enorme spreco delle risorse pubbliche, che, è sempre bene ricordarlo, sono poi i soldi dei cittadini.
Tale situazione, che si è incancrenita negli anni a causa di logiche che erano ben lontane dai reali interessi dei cittadini, non è più sostenibile. E’ dunque diventato improcrastinabile immaginare un nuovo sistema che, ridisegnando profondamente quello attuale, metta al centro, come unico e solo fattore di interesse, l’utilità per i cittadini e l’ottimizzazione delle risorse pubbliche, garantire la sicurezza dei mezzi , un servizio pubblico che risponda veramente alle esigenze dei cittadini.
‘Per noi valorizzare il trasporto pubblico vuol dire offrire una risposta concreta alla crisi in corso. Partiamo da una situazione nella quale il settore dei trasporti, quello pubblico in particolare, affianca al suo storico deficit strutturale gli arretramenti arrecati dai tagli che si sono susseguiti in questi ultimi anni, tra leggi finanziarie e patti di stabilità che lo hanno praticamente azzerato. Inoltre, le privatizzazioni delle più importanti aziende di trasporto pubblico hanno finito per peggiorare sia il rapporto tra tariffe e qualità, sia la distribuzione geografica dei servizi offerti.
La risposta ai problemi del Tpl non puo' dunque essere quella delle dismissioni, dell'affidamento ai privati, la riduzione del numero di aziende e la diminuzione delle risorse da parte dello Stato.
Per ridurre i livelli di traffico diminuire l’inquinamento e diminuire anche gli incidenti e facilitare gli spostamenti, nelle grandi città va aumentata l'offerta e la qualità dei mezzi pubblici, le provincie si lamentano per la scarsità dei fondi che lo stato da per i trasporti, ma poi le Provincie e alcuni Comuni so-no quelli che effettuano ancora più tagli che il Governo stesso, e succede che nell'arco degli ultimi 5 anni è aumentato il disagio legato all’aumento del traffico delle auto. l tagli che si vogliono fare, incideranno sulla riduzione del personale, la diminuzione dell’offerta dei servizi a cui farebbe seguito un inevitabile incremento della mobilità privata che porterà non benefici come vogliono far credere , ma si avrà un aumento dei livelli di congestione e inquinamento., ulteriori spese se le ritroveranno i comuni per la ma-nutenzione stradale, e la stessa sanità avrà un aumento dei costi a causa delle malattie che produrrà lo smog sempre maggiore nelle città .
Se i nostri Sindaci non prendono coraggio e cercano idee nuove vi sarà il tracollo e dovranno risponderne davanti ai lavoratori ai cittadini.
A pagare questo passaggio saranno i lavoratori
La contrattazione al ribasso degli accordi integrativi sarà solo il primo passo.
Ovviamente, oltre ai lavoratori, tutta la collettività subirà le conseguenze di questo processo con un
impoverimento degli Enti Locali proprietari delle aziende e un taglio del servizio per avere più profitto. Già oggi i Consigli comunali, , non hanno voce in capitolo sulla gestione del servizio e, di fatto, sulla sua programmazione: attività che sono in mano ai vari amministratori delle aziende, tutte società gestite con logica privata per garantire profitto.
La mobilità urbana si migliora anche attraverso un’opera di educazione stradale e civica, partendo già dal poterla insegnare dalle scuole, le forme e i modi ci sono. E troppo facile parlare di tagli, chi ha le responsabilità per i servizi se non riesce a trovare soluzioni ed è totalmente incapace di gestire i beni destinati ai cittadini, sarebbe bene si facesse da parte per dare la possibilità a quegli amministratori scelti per la loro bravura, e non per la fedeltà politica


     QUINDI DIFENDIAMO IL TRASPORTO PUBBLICO QUALE BENE PRIMARIO ED ESSENZIALE

                             NON CI FERMEREMO MAI " TOCCA UNO, TOCCA TUTTI"

https://www.facebook.com/groups/1644985162392147/?fref=ts
e-mail: difendiamo-tpl@googlegroups.com

I lavoratori e i Sindacati di Base mobilitati per difendere il TPL, organizzano

Nei Giorni 29 E 30 GIUGNO 2015
PRESIDI IN MOLTE CITTÀ ITALIANE


29 Giugno: - GENOVA dalle 08,30 alle 11, 30 in P.zza Verdi presso Stazione di Brignole 

30 Giugno:

- PADOVA 9.30 - 12.30 Via Rismondo 28 Sede Busitalia/Aps

- ROMA dalle 8 alle 14 p.za ss apostoli

- FIRENZE dalle 11.30 alle 13.30 viale dei Mille davanti deposito Ataf

- VIAREGGIO dalle 9.00 alle 13.30 in piazza Dante davanti Stazione FS

- PISA dalle ore 10:00 alle 12:120 Piazza Stazione

- LIVORNO Piazza Grande dalle ore 8,30, 18,30

- TORINO dalle 16,00 alle 20,00 gazebo e presidio in via Gorini 26, deposito GTT Gerbido.

- LA SPEZIA davanti deposito ATC dalle 10 alle 12

- PALERMO ore 10 davanti alla sede Amat

- BRESCIA DALLE 11:00 ALLE 14:00 davanti deposito Brescia Trasporti

- MILANO 2 Giugno conclusione dei presidi ore 16:00 davanti al Comune

SLS PADOVA - SLAI COBAS TPL - ADL COBAS TRASPORTI - COBAS LAVORO PRIVATO - CUB TRASPORTI- ORSA TPL GENOVA - USB TPL GENOVA - USB TPL LIVORNO - USB GTT TORINO . CAMBIA-MENTI M410