sabato 3 maggio 2014

LE BUGIE HANNO LE GAMBE CORTE


  Sindacato dei Lavoratori Autorganizzati Intercategoriale 
Sede legale: via Masseria Crispi, 4 - 80038 Pomigliano d’Arco (NA) - tel/fax
081.8037023 Sede Nazionale: viale Liguria, 49 - 20143 Milano - tel/fax 02.8392117
                                       
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NOI DELLO SLAI COBAS LO ABBIAMO SEMPRE DETTO 


LE BUGIE HANNO LE GAMBE CORTE


Per mesi l'azienda e non solo ha raccontato ai lavoratori e ai cittadini tramite stampa e comunicati che con l'accordo proposto avrebbe messo le mani in tasca solo ai lavoratori che non venivano a lavorare (per l'a-zienda i vagabondi per noi malati e infortunati) Di seguito riportiamo l'estratto del verbale redatto dopo il tentativo di conciliazione avvenuto il 25 ottobre c.m. presso la Prefettura di Pisa tra il CTT Nord, FILT e FAISA di Pisa e Livorno.
Dichiarazione aziendale:
RECUPERO PRODUTTIVITA' DERIVANTE DALLA DEFINIZIONE DI UNA NUOVA NORMAITIVA PER LA FORMAZIONE DEI TURNI DI LAVORO CHE PERMETTERA' UN RECUPERO NEL MEDIO PERIODO DI CIRCA UN MILIONE DI EURO RISPETTO ALLA QUALE NON EMERGEREBBE CONFLITTUALITA' CON LA PARTE SINDACALE 

Commento SLAI COBAS:
Il peggioramento della normativa turni porterà un aumento di guida, di conseguenza una riduzione d'organico con un risparmio di 1 milione E 300 MILA EURO di euro sulla pelle di chi viene quotidianamente a lavoro.
GRAZIE AI VOSTRI SINDACATI CONFEDERALI
Dichiarazione aziendaLE
Superamento di una serie di istituti provvenienti dalla storia della conttrattazione aziendale e oramai anacronistici in quanto non legati a prestazioni. l'impiantro di questi istituti vale circa 1 Milione e 300 mila euro, di cui oltre la metà riguardano vecchi premi di risultato per tutti i lavoratori
Commento SLAI COBAS:
La contrattazione storica viene annullata a tutti i lavoratori con un risparmio di 1,3 milioni di euro, e quando si parla di vecchi accordi si trattano di quelli che negli anni nonsontante diovessero essere premiati in base al ISTA e quindi rivalutati, i sindacati non hanno fatto rispettare.
Dichiarazione aziendale:
Recupero produttività legato alla presenza , togliendo le indennità a chi non garantisce la presenza per almeno 255 giorni annui ( che equivale a una "FRANCHIGIA" di 18 giorni di malattia e infortuni all'anno all' nettodi : MALATTIE GRAVI , MATERINITA' PER IL PERIODO DI ASTENSIONE OBBLIGATORIA, LEGGE 104 CONGEDI MATRIMONIALI E ALTRO).
Commento SLAI COBAS :
Il risparmio reale sui lavoratori con un basso numero di presenze è di 200 mila euro. Su un recupero di 2,5 milioni di euro, solo 200 mila euro provengono dall'aumento delle presenze, 2,3 milioni di euro sono salario di TUTTI I LAVORATORI. Noi abbiamo sempre sostenuto che il tormentone “mettiamo le mani in tasca solo ai vagabondi” fosse l'ennesima bugia per mettere i lavoratori l'uno contro l'altro e infangare tutta la categoria.
RIBADIAMO CHE È ARRIVATA L'ORA DI REAGIRE E SMETTERE DI DARE CREDIBI-LITÀ A TUTTI QUEI SOGGETTI CHE CONTINUANO A FAR RISANARE LE AZIENDE AI LAVORATORI È ARRIVATA L'ORA DI REAGIRE PER CHI SI  ISCRIVERA' ALLO SLAI COBAS
                                                          STUDIO LEGALE ELISABETTA VINATTIERI
                                                            E-mail: avv.vinattierielisabetta@cnfpec.it
                                                            Indirizzo:Corso Gramsci Antonio, 46CAP:51100 Comune:
                                                            Pistoia (PT)Telefono:0573 23586




SLAI COBAS
via Domenico Pacchi 4 Castelnuovo Garfagnana (LU) 55032
tel/fax 0583.1893804
e-mail: slaicobasclaplucca@libero. http://slaicobasclaplucca.blogspot.it/
REGALI GIOVANNI 34549063752 CLAUDIO DAVINI 3473013039

venerdì 2 maggio 2014

MOBILITAZIONE DEI LAVORATORI PER RIORGANIZZARE LA RESISTENA OPERAIA

                                       Sindacato dei Lavoratori Autorganizzati Intercategoriale
                                                                      S.L.A.I. cobas
                     Sede Legale Sede Nazionale Via Masseria Crispo n°4-80038 Viale Liguria n°49
                  Pomigliano d’Arco - Na 20143 Milano  tel & fax 081/8037023 tel & fax 02/8392117




                                                              SLAI COBAS
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                                                           Comunicato stampa  FIAT Alfa Romeo
da Pomigliano all’EXPO 2015: si prepara la mobilitazione dei lavoratori per riorganizzare la <resistenza operaia>!
SALA GREMITA STAMATTINA PER L’ASSEMBLEA OPERAIA DEL 1° MAGGIO A POMIGLIANO
Gli operai di Pomigliano ed Arese hanno fatto il punto sulla situazione Fiat preparandosi ad organizzare un crescendo di iniziative che, da Pomigliano ad Arese, convergeranno in una mobilitazione operaia in programma nelle prossime settimane all’EXPO 2015 di Milano.
Iniziative a forte valenza politico-sindacale messe a punto e proposte dallo Slai cobas per “raccogliere le forze” ed aprire un “confronto a tutto campo” con tutte le organizzazioni sindacali, sociali e politiche concretamente ed in tal senso disponibili.
Inoltre in previsione delle annunciate elezioni sindacali indette per il prossimo fine settembre da CGIL-CISL-UIL-UGL nel comparto del trasporto pubblico della regione Campania è stata prevista una iniziativa unitaria del sindacalismo di base (Slai cobas, USB, Or.S.A.) a contrasto delle negazione della democrazia sindacale ai lavoratori prevista dall’accordo interconfederale sulla rappresentanza sindacale dello scorso 10 gennaio 2014: un vero e proprio ‘golpe’ liberticida.
Tra gli altri sono intervenuti in forte Vittorio Granillo e Corrado Delledonne di Slai cobas Pomigliano ed Arese, il costituzionalista prof. Carlo Amirante, l’avv. Del lavoro Giuseppe Marziale, Renato Parimbelli e Carmela Salma dell’Innova Service - Alfa Romeo Arese, Francesco Specchio Partito Comunista, Luigi Aprea Fiat Pomigliano, Antonio Mazzella USB, l’avv. Bartolo Giuseppe Senatore.
SLAI COBAS
COORDINAMENTO NAZIONALE -
Pomigliano d’Arco, 1° maggio 20 b14

sabato 22 marzo 2014

Commissione su Clap Ctt Nord 17 marzo 2014

I dipendenti di CTT Nord conoscono la verità su quel carrozzone...cominciate a parlare e chi ha spolpato il TPL pagherà fino all'ultimo cent.
Commissione partecipate con i liquidatori di Clap: Ctt nord chiude l'anno 2013 con una perdita di 5.000.000
Come sarà ripianata? Con le somme erogate dagli enti locali per gli atti di imposizione d'obbligo e con la revisione dei contratti di lavoro....in sintesi: i cittadini e i lavoratori.
Il cammino verso la gara per il gestore unico dei trasporti in
Toscana non è senza ostacoli per Ctt Nord. Il nuovo Consorzio,
cui aderisce anche Lucca, ha registrato nel 2013 perdite per
quasi 5 milioni di euro



venerdì 7 marzo 2014

“Le società partecipate sono il cancro delle amministrazioni locali”


Slai Cobas
Sindacato dei Lavoratori Autorganizzati Intercategoriale
Sede legale: via Masseria Crispi, 4 - 80038 Pomigliano d’Arco (NA) - tel/fax
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“Le società partecipate sono il  cancro delle amministrazioni locali”


La poca trasparenza sui bilanci dei Comuni, delle Società partecipate e Aziende controllate determina, al cittadino comune, la materiale impossibilità di avere un quadro prospettico chiaro e preciso sullo stato dei conti pubblici.

Un’azione amministrativa-economica probabilmente portata avanti da Amministratori che approvano i bilanci, le variazioni e gli equilibri per alzata di mano non conoscendo tutta la reale situazione complica questo dispositivo e non aiuta a far luce sulla reale esposizione dei debiti dei Comuni.

Basta interpellare gran parte degli Amministratori per rendersi conto che stentano ad avere cognizione di quali e quanti risultati in termini di utili o di perdite. Eppure di anno in anno si approvano i Bilanci senza avere mai una relazione chiara della spesa pubblica allargata, con scostamenti o fallimenti. Infatti sono in tanti quei cittadini che sono in attesa della pubblicazione dei prossimi bilanci dei Comuni e loro partecipate.

Da tanti anni si susseguono i Presidenti della Corte dei Conti ma le relative relazioni, all’apertura dell’anno giudiziario contengono, quasi sempre, le stesse ammonizioni: corruzione in aumento, per mille rivoli si spreca denaro pubblico ed in particolare attraverso le partecipate. “”«Le società partecipate sono il vero cancro delle amministrazioni locali, un passato di cui non ci si riesce a liberare, con incarichi e consulenze dai compensi fuori mercato che non hanno prodotto niente

I Comuni, le Aziende controllate e le Società partecipate dovrebbero pubblicare online i relativi bilanci sul sito del Comune. Esiste la reale convinzione che, per un motivo o per l’altro, e sull’andamento di una miriade di Società e Aziende partecipate.

Non rispettare la volontà del legislatore e la normativa in vigore non è solo una violazione potenzialmente sanzionabile ma è una cattiva pratica che impedisce di capire quante somme si spendono e come. Sarebbe importante accertare quanti fondi pubblici sono stati erogati, a chi e con quali risultati. Cosa maggiormente utile sarebbe quella di capire indennità, gettoni di presenze e rimborsi vari per capire poi, fino in fondo, i ritorni ed i vantaggi per l’Ente.

A chi giova tenere all’oscuro l’opinione pubblica su patrimoni, partecipazioni e costi di tutta la macchina amministrativa? Se un’Amministrazione ricorre a sistematiche omissioni, molto probabilmente, vuol dire che è interessata a nascondere qualcosa che nulla ha a che fare con la giusta e sana gestione del patrimonio pubblico.

Per Slai Cobas  rimane ferma la convinzione che «l’azione di riequilibrio dei conti pubblici non possa subire alcun allentamento, essendo una precondizione per le prospettive di rilancio dell’economia e della crescita».

i dati che emergono anche dalla corte dei conti in Italia emerge che sono  si muovono tutti in senso peggiorativo delle precedenti stime governative, tanto con riguardo alla recessione economica, quanto ai saldi dei conti pubblici e al rapporto tra debito e prodotto».


Sarebbe giusto per il cittadino, e per gli stessi lavoratori conoscere chi deve prendere provvedimenti per arginare questo allarmate fenomeno e quali provvedimento sono stati presi contro chi ha creato grandi carrozzoni che non hanno prodotto
  nulla?
                                                                       


Trasparenza
1.    Pubblicazione di un bilancio consuntivo che sia comprensibile ai cittadini
2.    Pubblicazione ordinata, stabile e perennemente aggiornata di tutte le voci di dettaglio e delle principali voci riassuntive
3.    Pubblicazione di tutte le forniture di beni e servizi con i relativi contratti
4.    Miglioramento della tracciabilità di appalti e sub-appalti
5.    Adozione degli standard Open goverment 

Onestà, etica, legalità
1.    Lotta all'utilizzo irresponsabile della città tramite un sistema sanzionatorio che penalizzi l'esercizio illegale
2.    Tetto alle retribuzioni dei dirigenti delle società partecipate e divieto di doppi incarichi
3.    Nomine dei dirigenti delle società partecipate effettuate tramite concorso e sulla base di CV pubblici con selezione aperta a tutti i cittadini
4.    Riduzione delle consulenze esterne e verifica in ordine a comportamenti illeciti o censurabili o comunque contrari al pubblico interesse

Cittadini al governo, partecipazione
1.    Creazione a livello comunale e municipale di un regolamento che favorisca la partecipazione "attiva" (referendum deliberativi per temi di interesse collettivo)
2.    Adozione del Bilancio Sociale partecipato
3.    Istituzione per le società partecipate di meccanismi di controllo dal basso per cittadini e lavoratori
4.    Creazione di un sistema informativo e di monitoraggio, trasparente e accessibile a tutti cittadini per valutare la situazione contabile e gestionale di tutte le società e di tutti i suoi dipendenti

Semplificazione
1.    Chiusura, ove possibile, di tutti i contratti finanziari derivati
2.    Miglioramento del sistema delle gare d'appalto

Risparmio, efficienza
1.    Introduzione di meccanismi di controllo sull'efficienza e sull'efficacia della gestione delle casse comunali;
2.    Introduzione di indicatori di performance per i dirigenti delle municipalizzate che mettano in relazione quanto previsto con gli obiettivi effettivamente raggiunti
3.    Radicale Riduzione del numero membri dei Cda e riduzione dei costi degli stessi
4.    Comparazione tra gli indicatori dei diversi Municipi per evidenziare i comportamenti virtuosi








 


SLAI COBAS via Domenico Pacchi 4 Castelnuovo Garfagnana (LU) 55032tel/fax 0583.1893804
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lunedì 27 gennaio 2014

SLAI COBAS NO ALLA GARA REGIONALE BASTA AI SINDACATI GIURASSICI


Slai Cobas
Sindacato dei Lavoratori Autorganizzati Intercategoriale
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OGGETTO: SITUAZIONE E PROSPETTIVE DEL TRASPORTO PUBBLICO LOCALE

È da anni che, a livello nazionale, assistiamo a enormi tagli su tutti i servizi pubblici cominciato  2011 e in questi anni ancora è toccato in maniera incisiva al trasporto pubblico. Risorse enormi per mega-infrastrutture inutili (vedi TAV, ponte sullo Stretto...) stanno assorbendo le risorse che servirebbero a garantire un livello accettabile di servizi pubblici oggi messi in discussione. Queste decisioni si ripercuotono sugli Enti Locali che molti di questi servizi pubblici devono garantire. Ma, invece di cercare di contrastare queste politiche d'impoverimento delle Comunità, abbiamo assistito ad un progressivo adattamento degl'Enti Locali a tali politiche d'impoverimento privatizzando in modo massiccio i servizi pubblici. Il fatto che il Trasporto Pubblico Locale garantisca il diritto costituzionale alla mobilità e che sia uno dei migliori rimedi contro l'inquinamento atmosferico e per migliorare la vivibilità delle città non ha impedito la privatizzazione, neanche nel nostro territorio.
Dopo la trasformazione in S.p.A. delle aziende TPL e dopo l'ingresso del socio privato, ha progressivamente impoverito il potere decisionale sulle linee giuda e di controllo della gestione del trasporto pubblico locale che dovrebbero essere proprie degli Enti Locali.
Aziende avvolte nel "guscio" del diritto privato e regolate dal diritto societario rendono impossibile il governo e il controllo del pubblico delle gestioni privatizzate. Un'impossibilità che dipende non tanto dalla cattiva volontà di singoli individui o da limiti organizzativi contingenti, ma da fenomeni strutturali, come le "asimmetrie informative": le conoscenze rilevanti si trovano tutte in mano al gestore (il gestore "sa" perché "fa") ed è il gestore privatizzato che trasmette le informazioni sensibili al controllore, il quale non può che dipendere, nella sua attività di regolazione e controllo, da questi dati. Il gestore ha strutturalmente maggiori informazioni rispetto al regolatore e cerca di trarre il massimo vantaggio da questa asimmetria conoscitiva, a discapito del pubblico interesse. "Fare" significa "sapere" e sapere significa "potere": nessun ente regolatore potrà mai recuperare quel cumulo di conoscenze legate alla gestione diretta che migra inevitabilmente dalla sfera del pubblico alla sfera del privato nel momento stesso in cui viene privatizzato un servizio essenziale. Il pubblico perde le conoscenze necessarie per esercitare il proprio controllo nel momento in cui è all'impresa che passa tanto il "fare" che il "saper fare" (know how), che gli è inscindibilmente connesso. Un soggetto regolatore esterno, per esempio, non può essere in grado di avere perfetta conoscenza dei processi produttivi e delle tecnologie impiegate, dati necessari per stabilire con precisione i costi di produzione del gestore privato. Ecco perché al fenomeno delle asimmetrie informative segue automaticamente la "cattura del regolatore": se l'autonomia conoscitiva del regolatore è limitata, anche la capacità di giudizio e intervento viene impedita, così l'ente che dovrebbe regolare e controllare tende piuttosto ad adeguare le sue analisi alle interpretazioni offerte dai gestori, perdendo ogni neutralità e schiacciando il proprio punto di vista su quello dei soggetti controllati. La creazione del CTT, poi, ha portato a un ulteriore passaggio verso la quasi definitiva spogliazione di tutti i poteri degli Enti Locali, anche quello di controllo. Le decisioni che vengono prese sono indirizzate a mandare avanti un'aggregazione tra le aziende che fanno parte del CTT.che sta ripercuotendosi negativamente sul servizio pubblico. Ovunque ci siano state aggregazioni di ex aziende pubbliche gestrici di servizi pubblici diventate S.p.A. con altri soggetti pubblici e\ privati si è assistito ingenerale ad un peggioramento del servizio, ad aumenti di tariffe e alla diminuzione e precarizzazione dei lavoratori e di una diminuzione del loro stipendio. La gestione privatizzata costa di più ed è, nella maggior parte dei casi, tutt' altro che efficiente. Non c'è una differenza significativa fra l'andamento dell'efficienza degli operatori pubblici e quello dei privati. A parità d'efficienza gestionale, però, l'ottimo privato costerà necessariamente alla collettività molto più dell'ottimo pubblico, data l'intrinseca necessità del privato di produrre profitti e remunerare i capitali investiti: l'obiettivo di una gestione privatistica del servizio è, innanzi tutto, la creazione di valore per gli azionisti e non la garanzia del diritto alla mobilità. Ormai è dal 2009 che il servizio di TPL viene tagliato in base alle indicazioni che da il Governo e le regioni , tagli tagli sono portati avanti senza una reale seria programmazione del TPL. questi tagli non ha certo l'esigenza primaria di dare un servizio buono ai cittadini (i fatti parlano chiaro) ma di fare profitto, come tutte le SpA.
Infatti tutti i tagli sono stati fatti per diminuire i turni guida. In altre parole per tagliare nel modo più facile i costi: tagliare gli autisti. Niente è stato fatto per diminuire gli sprechi della gestione dell'Azienda o del servizio. A farne le spese, oltre ovviamente gli utenti, saranno e sono i lavoratori che l'Azienda considera in esubero.
Allontanando ancora di più le scelte gestionali dai Consigli Comunali con l'affidamento della gestione del TPL a un soggetto come il CTT, si sta giungendo  alla definitiva privatizzazione degli utili e alla socializzazione dei costi.
Si ricorda che in questo settore gli investimenti vengono fatti esclusivamente con finanziamenti pubblici (vedi acquisto di autobus) e il servizio non potrebbe essere svolto senza i contributi pubblici che sono la grande maggioranza degl'introiti delle aziende.

La politica che viene portata avanti in Toscana sul TPL è quella di fare una gara unica a livello regionale. Se un minore spezzettamento della gestione del servizio potrebbe aiutare a diminuire gli sprechi (esempio sovrapposizioni di linee), l'effettuazione della gara non porterebbe altro che alla creazione di un monopolio su un servizio pubblico gestito da un privato. E visto che non sono mai possibili gare che permettano di valutare con attendibilità quale sia la migliore offerta economica, perché i termini fondamentali del contratto dovranno essere necessariamente rivisti nel tempo (ha ben poca importanza l'offerta avanzata in origine), sarà poi il gestore che avrà ottenuto l'affidamento ad essere, nel corso delle successive rinegoziazioni, in posizione dominante (detenendo sapere e potere), anche se trovasse di fronte a sé il miglior regolatore al mondo. L'esperienza passata insegna.

Se la gestione pubblica è una condizione necessaria, perché consente di escludere i profitti di pochi da un bene di tutti, non è però una condizione di per sé sufficiente. Il nuovo pubblico deve essere trasparente e partecipato democraticamente dai cittadini, non espropriato da oligarchie politiche. Clientelismi e lottizzazioni sono state il primo stadio della "privatizzazione" e del sequestro dei beni di tutti per tutelare gli interessi di pochi.

Per il futuro, la gestione dei beni comuni dovrà essere "comune", trasporto pubblico compreso, come c'insegnano i movimenti per l'acqua e rispettando il volere dei cittadini espresso con gli ultimi Referendum




SLAI COBAS
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sabato 25 gennaio 2014

Assemblea Dibattito : S.O.S. Salviamo Il Trasporto Pubblico MARTEDI 28 GENNAIO 2014 ORE 21:00 Auditorium Circoscrizione 1 Via Piero Gobetti 11, 57121 Livorno ORE 21:00

Slai Cobas
Sindacato dei Lavoratori Autorganizzati Intercategoriale
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UNITI SIAMO PIU' FORTI,  UNITI VINCIAMO

Non se l’aspettavano. Governo, Comuni, Regioni, stati maggiori delle aziende del Trasporto Pubblico Locale (TPL), padroni e dirigenze aziendali di ogni settore credevano di averci addomesticati tutti. E non se l’aspettavano nemmeno i sindacati ufficiali, che da tempo immemore esercitano il mestiere di farci ingoiare i rospi che le aziende gli comandano. Non se lo aspettavano che gli autoferrotranvieri di Genova dessero vita a 5 giorni di sciopero a oltranza e di cortei Oggetto di tutta la vicenda: la privatizzazione dell’azienda di trasporto pubblico (AMT, ora controllata da capitali pubblici), come succede in tutte le aziende del TPL in Italia.

Cosa che comporta: cancellazione degli accordi integrativi, con la rapina di centinaia di euro in busta paga; assalto alle condizioni di lavoro;riduzione delle linee e delle corse; tagli all’occupazione; peggioramento del servizio rivolto ai cittadini. Tutti hanno sfidato la legge n. 146 del 1990, una vergogna legislativa che rende lo sciopero un’arma spuntata: una legge che criminalizza i lavoratori quando intendono usare lo sciopero non come un episodio simbolico, ma per affermare davvero i loro diritti. La cittadinanza di Genova ha capito la portata e il significato degli scioperi, solidarizzando fino in fondo con gli autoferrotranvieri e non lasciandoli soli di fronte alla rappresaglia spietata delle multe. Nel frattempo, hanno inviato decine di migliaia di messaggi di solidarietà agli autoferrotranvieri genovesi i lavoratori di molte parti d’Italia, in particolare appartenenti al TPL, mentre una delegazione degli autoferrotranvieri romani ha raggiunto Genova, col proposito di aprire la lotta anche a Roma.

La lotta di Genova (lo spirito con cui lì si è deciso di non subire i miserabili progetti aziendali e di reagire a muso duro) invia un messaggio e non solo nel TPL, ma anche in tutti i servizi pubblici e negli stessi luoghi di lavoro del settore privato. Questo è vero anche dopo l’accordo siglato dai soliti sindacati, che blocca, sì, la privatizzazione, ma prevede la concessione in appalto delle linee collinari e una riduzione dei costi di gestione tramite una ristrutturazione del servizio, le cui modalità dovranno essere oggetto di trattative successive. 

Questo ha provocato critiche pesanti da parte di molti lavoratori che sono intervenuti in assemblea per respingere l’accordo e per chiedere che si votasse su scheda segreta, anziché per alzata di mano. Ma non ci sono dubbi che questa vicenda pone all’ordine del giorno, per il mondo del lavoro sotto padrone, la necessità della lotta dura, se si vuole davvero che siano rispettati bisogni e diritti Lotta dura, ed estesa nazionalmente, consapevoli che la privatizzazione (con tutte le conseguenze nefaste sul piano della condizione lavorativa, dei livelli salariali, dei diritti, della qualità dei servizi pubblici) riguarda una quota enorme del lavoro subordinato

NON È MAI TROPPO TARDI PER REAGIRE E DIFENDERE SALARI E POSTI DI LAVORO.


MARTEDI 28 GENNAIO 2014 ORE 21:00

Auditorium Circoscrizione 1 Via Piero Gobetti 11, 57121 Livorno ORE 21:00
INTERVERRANNO ED è UN GRANDE ONORE AVERE AL DIBATTITO

                                    MICAELA QUINTAVALLE Cambia-menti m410 va dagli autoferrotranvieri d'Italia
                                     SALVATORE BRUCCIA SegretarioNazionaleSlaiCobas 
        



                       

                                                                                                                                                                                                                                                       
Auditorium Circoscrizione 1 Via Piero Gobetti 11, 57121 Livorno ORE 21:00

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